Bendata – Frammento di erotismo e bondage
Racconti e Frammenti / 11 giugno 2016

Sento la tua voce che mi ordina di tendere di più le braccia, fin sopra la mia testa. Così è più facile, dici, legarmi i polsi alla testata del letto. Tu adori questo letto antico, con le alte sbarre in ottone, una via di mezzo tra l’alcova di una principessa e una prigione. Ma non c’è prigione, se resta ancora una via di fuga. Per questo hai detto che volevi rendere le cose più difficili. Vuoi bendarmi, ma la sciarpa di seta che hai scelto per me, non fa onore alla tua intelligenza. È trasparente, e se provo a sollevare le palpebre posso vedere il tuo corpo in controluce. Vedo le spalle larghe e il tuo torace ampio che mi sovrasta mentre, con delicatezza, stringi di più la benda, fermandola con un nodo proprio dietro la mia testa. Vedo la tua fronte alta, il cranio rasato con cura, vedo perfino la catenina d’argento che ti ostini a portare al collo. Ti ho già detto che quella ridicola collana ti fa assomigliare ad un marinaio turco? No, non l’ho fatto. Non potrei mai dirti che stai sbagliando tutto, ora che ti affanni a completare il tuo piccolo capolavoro. Ma io ti…

Fetish Sex Reloaded
Featured , I Miei Libri / 25 maggio 2016

Era il 2009 quando Fetish Sex venne pubblicato dalla piccola e coraggiosa casa editrice de L’Orecchio di Van Gogh. In quegli anni termini come “feticismo” e “BDSM” erano ancora sconosciuti ai più, e nessuno certo avrebbe immaginato il successo di un best-seller come Cinquanta Sfumature di Grigio, né la definitiva legittimazione della narrativa erotica sadomaso. Come potete immaginare il libro suscitò un certo clamore e ottenne un discreto successo, anche perché rappresentava una novità. Ma il fetish non è un’invenzione degli ultimi anni. Le sue origini sono molto più antiche, risalgono addirittura al proibizionismo, quando l’America meno puritana decise di rincorrere un divertimento anche più pericoloso del consumo di alcolici. In questo clima di repressione sociale e sessuale, il fetish attecchì e si diffuse in fretta, proprio come un’erba cattiva, soprattutto negli ambienti di quella borghesia meno moralista e più aperta alle nuove idee, che annoverava tra i suoi ranghi uomini di elevata cultura ed istruzione, tutti frequentatori abituali di “casini”. Gli anni ’20 furono anche gli anni in cui, per la prima volta, alle donne fu riconosciuto il diritto di voto, evento che permise al movimento femminista di lasciarsi alle spalle quegli ideali di pietà, purezza, sottomissione e domesticità…