Sulla differenza tra EAP, self-publishing e indie-publishing
Consigli di scrittura libertina / 11 novembre 2016

  La narrativa erotica conta un gran numero di libri autopubblicati, e anche io voglio dire la mia sul fenomeno degli scrittori che si autoproducono, quelli che oramai la stampa chiama #Self. Per me autoprodursi è una cosa normale e parecchio cazzuta, visto il mio passato punk-goth (questo blog infatti si chiamava Pornopunk, prima che Google mi rompesse le scatole pure per il nome, e non solo per le foto di donne nude). Nel punk la cultura dell’autoproduzione era appunto una cultura, e io non posso che essere favorevole a ogni fermento, ogni espressione artistica che accenda una discussione. Mi sento però di fare un distinguo tra il self-publishing e l’indie-publishing, che considero due cose ben diverse. L’indie-publishing, come dice il nome, presuppone una produzione indipendente, e questo significa che se l’autore rinuncia all’appoggio di una casa editrice non rinuncia invece agli strumenti che gli avrebbe fornito eventualmente l’editore, cioè un buon editing e un serio lavoro di impaginazione e grafica, che si tratti di paperback o ebook non ha importanza. Se non è in grado di occuparsi da solo di tutto il processo produttivo, l’autore è disposto anche a pagare degli editor o dei grafici professionisti, perché crede nel suo…