Belladonna – frammento erotico tratto da “Meravigliosa Ossessione”

Non mi sono mai sentita così viva, Daniel. Mai come in quell’istante che ti ho sentito avvicinarti a noi, a me. Hai stretto le tue braccia ai miei fianchi, e poggiato il petto sulla mia schiena. Il tuo sesso, così duro, così sfrontato, premeva contro il mio vestito. Allora ho piegato la testa all’indietro e mi hai baciato. Tu baciavi me, mentre Annelise mi accarezzava il collo e il seno, e intanto le tue mani scivolavano sotto il vestito, scoprendomi le gambe e il sesso. Ti sentivo spingere contro le mie natiche, insistevi, e così mi buttavi addosso ad Annelise. Mi stavi offrendo a lei e allo stesso tempo cercavi una via al tuo piacere. Quel piacere che presto sarebbe diventato mio, anzi nostro. Sentivo il sangue correre veloce sotto la mia pelle, i battiti del cuore rimbombarmi in testa. Poi il desiderio. Il bisogno. Infine più nulla. Non ricordo com’è iniziata, rammento solo i capelli lunghi di Annelise che scivolavano sopra il mio seno nudo, mentre io con la bocca mi nutrivo di te, del tuo sesso, del tuo amore. Ero perduta ma in estasi, se l’estasi altro non è che un delirio di passione. Io sopra di te….

Le stanze d’albergo sono fatte per scopare – Frammenti di racconto

Ti sei calato i pantaloni, e contemporaneamente ti sei acceso un’altra sigaretta. Conoscevo il trucco, l’hai fatto già altre volte. Pensavi che fumare mentre ti facevo un pompino mi sarebbe servito da lezione, invece è finita che quasi ti strozzavi per il fumo, tanto che hai spento la sigaretta a metà, proprio sopra la testa di putto. Ho sentito puzza di plastica e resina, e ho riso. «Che ti ridi?» «Niente, solo che… Pensavo alla testa di putto, quando se ne accorgono te la faranno pagare il doppio di quello che vale… » «Ma vaffanculo te e quell’orrore.» Ti sei scostato, mi hai guardato. Io ho guardato te, con occhi nuovi. Dalla vita in giù eri nudo, dalla vita in su eri una buona imitazione di Versace. Nell’insieme ti trovavo un uomo abbastanza forte per amare, ma abbastanza debole per essere amato. L’amore, di nuovo quella parola. «Ti piace vedermi fare la figura del coglione, non è così?» Non aspettavi una risposta. Forse non volevi una risposta. Volevi portarmi a letto, punto e basta. Era molto più semplice così. Dannatamente semplice. «Vieni qui.» «Perché?» «Perché te lo dico io.» I letti delle stanze d’albergo non sono fatti per il dolore,…