Sulla differenza tra EAP, self-publishing e indie-publishing
Consigli di scrittura libertina / 11 novembre 2016

  La narrativa erotica conta un gran numero di libri autopubblicati, e anche io voglio dire la mia sul fenomeno degli scrittori che si autoproducono, quelli che oramai la stampa chiama #Self. Per me autoprodursi è una cosa normale e parecchio cazzuta, visto il mio passato punk-goth (questo blog infatti si chiamava Pornopunk, prima che Google mi rompesse le scatole pure per il nome, e non solo per le foto di donne nude). Nel punk la cultura dell’autoproduzione era appunto una cultura, e io non posso che essere favorevole a ogni fermento, ogni espressione artistica che accenda una discussione. Mi sento però di fare un distinguo tra il self-publishing e l’indie-publishing, che considero due cose ben diverse. L’indie-publishing, come dice il nome, presuppone una produzione indipendente, e questo significa che se l’autore rinuncia all’appoggio di una casa editrice non rinuncia invece agli strumenti che gli avrebbe fornito eventualmente l’editore, cioè un buon editing e un serio lavoro di impaginazione e grafica, che si tratti di paperback o ebook non ha importanza. Se non è in grado di occuparsi da solo di tutto il processo produttivo, l’autore è disposto anche a pagare degli editor o dei grafici professionisti, perché crede nel suo…

Gli 11 comandamenti di Henry Miller sulla scrittura

1. Lavora ad una cosa per volta finché non è finita.2. Non iniziare nuovi libri, non aggiungere nuovo materiale a Primavera Nera.3. Non essere nervoso. Lavora tranquillamente, gioiosamente, sconsideratamente su qualunque cosa hai tra le mani.4. Lavora seguendo il Programma e non l’umore. Fermanti all’ora stabilita!5. Quando non puoi creare, puoi lavorare.6. Cementifica un poco ogni giorno, piuttosto che aggiungere nuovi fertilizzanti.7. Resta umano! Incontra persone, frequenta luoghi, bevi se ne hai voglia.8. Non essere un cavallo da tiro! Lavora solo con piacere.9. Abbandona il Programma quando senti di doverlo fare – ma torna a seguirlo il giorno seguente. Concentrati. Limitati. Escludi.10. Dimentica i libri che vuoi scrivere. Pensa solo al libro che stai scrivendo.11. Prima di tutto scrivi, sempre. La pittura, la musica, gli amici, il cinema, tutte queste cose vengono dopo.

Facebook è un killer
Consigli di scrittura libertina / 18 febbraio 2016

Conoscete la Nativi Digitali Edizioni? Scommetto di sì. Ci scommetto anche perché questa piccola casa editrice che pubblica narrativa, fantasy, storie di viaggio e piccoli saggi, partecipa a molti eventi di editoria digitale ed è attivissima sui social network. Avete presente quelle case editrici che dormono sugli allori della loro buona fama e quando esce un libro, anche se è un capolavoro, si limitano a un paio di striminziti comunicati stampa? Ecco i tipi di Nativi Digitali sono diversi. Loro si fanno un mazzo così per promuovere gli autori, ma trovano anche il tempo di offrirci molteplici spunti di riflessione sul futuro del libro (anzi dell’ebook) con intelligenza ed ironia. La stessa ironia che troviamo nel saggio umoristico Facebook killed the Internet Star di Marco “Frullo” Frullanti, che non è solo un bravo autore ma è anche il boss della Nativi Digitali Edizioni. Internet non ti rende più stupido, rende solo la tua stupidità più evidente al resto del mondo Anno 2000: internet è usato da nerd incalliti per discutere di tecnologia e videogiochi, e per scaricare pornazzi. Anno 2016: internet è usato da cani e porci per pubblicare foto di gattini o per stalkerare i conoscenti. E per vedere…

Il Pop Porno degli editori indipendenti
Consigli di scrittura libertina / 16 febbraio 2016

Sono sempre stata favorevole al self-publishing, a patto che questi venga fatto bene, con professionalità e attenzione ai dettagli (dalla copertina alla punteggiatura) altrimenti si finirebbe per penalizzare anche una buona storia. Perciò non ho mai smesso di tenere d’occhio gli autori e le autrici italiane che appartengono al cosiddetto filone indie erotico, ricavandone una buona impressione generale. In Italia il self-publishing ha raggiunto livelli altissimi, tanto che su Amazon è impossibile distinguere i libri erotici autopubblicati (in questo caso gli ebook) dai prodotti dell’editoria tradizionale. Ma questo ahimè non vale solo per la confezione (cioè la copertina e l’impaginazione), bensì anche per il contenuto. Siamo onesti: sono anni che leggiamo storie erotiche di stampo romance o sadomaso. Sono dappertutto, è un’invasione! Le trovi in libreria e sul kobo, e si somigliano tutte. Ma allora mi chiedo: è possibile che la facoltà di pubblicare da indipendenti porti a un generale appiattimento invece che a una maggiore libertà di espressione? Per tirarmi su di morale sono andata a vedere cosa combinano i cugini canadesi, nello specifico i ragazzi della Forest City Pulp una casa editrice indipendente formata da due persone (???) che pubblica tanto fantasy, tantissimo horror, e narrativa erotica di…