Afrodite bacia tutti Reviews

Afrodite bacia tutti

Afrodite bacia tutti

“Sgangherato, allusivo, esilarante specchio dei tempi” – Linguaggi Neokulturali
Quei miti che sono sempre loro, anche se non sono loro

Miti greci sonnecchiano, ma non troppo, in corpi contemporanei. Perchè gli dèi non solo non sono morti, ma godono di ottima salute. 
Abitano in questi tredici racconti “caleidoscopio” Mida, che non è un re ma ha il vizio dell’oro e teme di condividerlo con gli sbarcati; Narciso, che ama solo se stesso e i selfie che lo ritraggono; Ercole, manovale malinconico con ex moglie molto a carico; Penelope, fedele a una città perduta; la bella Elena, che perde, alla lettera, la propria testa per Paride; Achille, responsabile aziendale delle risorse umane pi ù che annoiato dalla mediocrità che lo circonda; Afrodite, sospirata da tutti (marito Efesto compreso); Pandora, che ha per vaso la propria mente e tenta invano di nasconderci ogni paura; Persefone, in crisi matrimoniale; Arianna, che ha perduto sia Teseo che il filo. E se Anchise è parcheggiato in casa di riposo, ovviamente Megera non può che essere un’ex fidanzata vendicativa quanto machiavellica.

Stefania Signorelli, classe 1973, è una maestra. Dopo aver conseguito i titoli in “Operatore dei servizi bibliotecari”, “Scienze dell’educazione” e “Scienze della Formazione primaria”, è uscita dal tunnel della saggistica e ne è lieta.

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3 thoughts on “Afrodite bacia tutti Reviews

  1. 4.0 su 5 stelle
    Recensione dal blog IL RUMORE DELLE PAGINE, 19 giugno 2017
    Questa recensione è su: Afrodite bacia tutti (Copertina flessibile)
    Innanzitutto ringrazio l’autrice per avermi contattata e gentilmente proposto la lettura del testo, al quale, da ferrata classicista, non ho potuto resistere.
    Ho trovato “Afrodite bacia tutti” un simpatico e intelligente modo di rivisitare i vecchi miti greci (che io ho sempre amato).
    Ho apprezzato, inoltre, la grande saggezza contenuta nelle pagine, a volte celata e volte lapalissiana.

    Il Libro è articolato in una serie di mini-racconti che vedono protagonisti i personaggi più importanti della mitologia greca: Afrodite, Efesto, Megera, Persefone, Teseo, Ulisse, Achille… etc etc. E’ come se l’autrice avesse riportato quelle vicende ai nostri giorni, nel nostro mondo, e i personaggi non fanno altro che affrontare le famose questioni con i nostri mezzi. Ma Stefania si pone anche l’obiettivo di lanciare dei messaggi. Non mancano infatti i riferimenti agli aspetti “ridicoli” della nostra società.  A tal proposito sono rimasta colpita dalla figura di Narciso. Egli, innamorato di se stesso, è stanco del mondo, delle persone che non fanno altro che innamorarsi di lui, e alle quali lui non potrà donare la benché minima attenzione, perché rivolta tutta a se stesso. Non esce da casa da 2 anni, perché preferisce la vita dei social!
    Come in qualsiasi libro, ci sono stati capitoli più interessanti di altri, e in alcuni ho trovato degli improvvisi cambi di punti di vista, che a volte mi destabilizzavano, ma bastava continuare la lettura per ritrovare la retta via.

    Mi è piaciuta la sintassi, scorrevole, e gli abili giochi di parole che accentuavano le riflessioni e l’amarezza di alcuni passi.

    Tacito diceva “Historia magistra vitae”, beh.. anche i miti fanno parte della storia, e io ho trovato una perla di saggezza, un insegnamento di vita, in ogni racconto-mitologico.

    Sono particolarmente soddisfatta di questa lettura, che ho trovato bella, divertente, scorrevole e piena di significato!

  2. 5.0 su 5 stelle
    Una bellissima raccolta, 8 giugno 2017
    Questa recensione è su: Afrodite bacia tutti (Copertina flessibile)
    RECENSIONE DEL BLOG “NON SERVONO LE ALI PER VOLARE”

    I racconti racchiusi in questa raccolta narrano, in modo del tutto nuovo, a volte grottesco, altre romanzato, altre ancora parodico, di personaggi che incarnano perfettamente l’essenza di dei e altre figure della mitologia greca. Riportando le loro caratteristiche in persone reali, del presente, esse prendono forma in modo peculiare, esagerando aspetti narrati nella mitologia, e aggiungendo nuovi significati, in evidenti rimandi alla quotidianità, alle “patologie” e ai mali sociali dei nostri tempi. O almeno, questo è ciò che ci ho visto io! I racconti si prestano bene a varie interpretazioni, e la prosa molto curata e poetica dell’autrice aiuta i lettori in questa ricerca di significati profondi.
    Le realtà dipinte nei racconti rappresentano dei rispecchiamenti dei personaggi della mitologia greca come Afrodite stessa, compresa nel titolo del libro, Narciso, Ercole ecc. Una realtà spesso estrema, grottesca, tanto da poter essere vera.
    E così Narciso diventa il ragazzino che è ancora innamorato di se stesso, ma esprime la sua condizione chiudendosi in casa e utilizzando i social, strumenti estremi di rispecchiamento ed esaltazione di sé, per amarsi e farsi mare; mentre Elena perde la testa, letteralmente; e, ancora, Ercole diventa un lavoratore frustrato le cui fatiche vanno ad assumere ben altro significato.
    Insomma, ce n’è per tutti, senza risparmi. E vi assicuro che almeno in uno di questi personaggi ritroverete un po’ di voi, riscoprendo come i miti antichi, con i loro personaggi tormentati dai vizi o graziati da delle virtù con mille sfaccettature, possano essere ancora attuali, ancora spendibili: possono ancora insegnarci qualcosa e portarci alla consapevolezza.
    La scrittura di Stefania Signorelli è accattivante, a volte crudele, svelatrice di sottili verità che possono far male: ma lo fa in un modo sublime, lieve come una carezza.

    Ho amato molto questa raccolta, e la consiglio davvero molto agli appassionati di mitologia, ma anche di psiche umana, di introspezione. Ma tutti possono leggerla, apprezzarla, coglierne i significati!

  3. 4.0 su 5 stelle
    Bello, bello, bello, 16 novembre 2017
    Questa recensione è su: Afrodite bacia tutti (Formato Kindle)
    Bello, bello, bello. Quante volte devo scrivere bello per dare l’idea di quanto questo libro sia… bello? Non lo so, ma so di essere in quello stato d’animo che segue una lettura appagante: nel mio caso, oltre alla leggerezza che dà il risveglio da un bel sogno e al sollievo di aver dedicato tempo a qualcosa che lo valesse, mi ritrovo anche con una sensazione che sta a metà tra l’ammirazione per chi è riuscito a scrivere storie che avrei tanto voluto saper scrivere anch’io e lo sprone a prendere subito in mano la penna per provare a creare qualcosa di altrettanto buono. E perdonatemi se cedo all’autorità della mia parte scribacchina, che cerco sempre di non far emergere quando leggo e di non menzionare quando recensisco, ma stavolta non posso proprio scindere le cose.
    Sarà perché la forma del racconto mi piace sia da leggere sia da scrivere. Mi piace farmi uno shottino di storia, senza le pause tra un sorso e un altro, senza le interferenze che appartengono al mondo oltre il bicchiere, senza neanche respirare nel tempo in cui lo shottino va giù, rapido e bruciante, tutto il gusto in bocca in un solo assaggio, tutti i dubbi e le domande e le valutazioni rimandati alla fine perché nel mezzo non c’è spazio per nient’altro. Sì, mi piacciono i racconti.
    Ma sarà anche perché il tema trattato in questa antologia attinge a piene mani dagli interessi della mia giovinezza, a quella classicità che mi ha insegnato il valore delle parole, che ha acceso l’interesse per tutto ciò che è al confine tra realtà e fantasia. Cos’altro sono gli antichi miti, in fondo?
    Che sia per un motivo o per un altro, non posso non giudicare questo romanzo con gli occhi di una lettrice che per anni ha scritto proprio racconti al confine tra realtà e fantasia. E sia l’occhio della lettrice sia l’occhio di quella che prova a mettere due parole in fila e chiamarle racconto è ammirato.
    E raramente lo è.
    Ma come non esserlo davanti alla capacità di questa autrice di portarci in un mondo in cui le divinità e gli eroi grici che tutti noi conosciamo vestono abiti diversi pur rimanendo così fedeli a se stessi. La grandezza dell’opera è proprio in questa perfetta rivisitazione del mito. Di ogni personaggio rimangono inalterati, lucenti come la storia ce li ha insegnati, i tratti caratteristici, mentre il contesto temporale e spaziale muta intorno a loro. Di Achille riconosciamo, così, l’ira funesta che infiniti lutti addusse… ai dipendenti, di Penelope la pazienza e la fedeltà verso un Ulisse che si districa con astuzia tra bugie e scappatelle, di Afrodite la bellezza senza eguali e una certa “leggerezza”. E di Eco, senza dubbio la mia preferita, il riverbero dei pensieri altrui e il colpo di fulmine per il bel Narciso. È forse questo il racconto più emblematico, che fa comprendere il senso di tutta l’antologia.
    La dottoressa Francesca Eco, psicologa, prende in cura un ragazzino diciassettenne con seri disturbi che potremmo far riferire all’ampio spettro di un disturbo narcisistico di personalità. Lui è, appunto, Narciso, bello e impossibile, perché ormai da due anni è chiuso in casa e ha contatti col mondo solo tramite cellulare o social. Le persone lo annoiano, troppo banali, troppo brutte, troppo inferiori a lui. Perché dovrebbe stare con gli altri se l’unico di cui gli importa è se stesso? Perché dovrebbe cercare in qualcun altro l’amore se è di sé che è innamorato? Eco inizia così una skype-terapia, subendo immediatamente il fascino del ragazzino, finché non ottiene finalmente un incontro. Non sto a svelare il finale, allo stesso tempo simile e diverso da quello noto del mito, ma mi complimento con l’autrice in particolare per questo racconto, in cui ha saputo mescolare con maestria classico e moderno, prendendo dall’originale quel che bastava per poi donargli una nuova forma.
    Non tutti i racconti della raccolta sono così riusciti, come è normale che sia, ma per quello di Eco, come peraltro per quello di Pandora, non mi bastano cinque stelline, devo prenderne in prestito qualcuna dagli altri. In ogni caso, con un grado di rivisitazione che spazia dallo stravolgimento totale del racconto di Eco alla maggior aderenza di quello di Penelope, tutti i racconti meritano di essere letti.
    Perché allora 4 stelle e non 5?
    Perché vengo da studi classici, ma poi mi sono data alla scienza: media matematica tra i tredici racconti.

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